Riflessione

Siamo circondati da molte negatività del mondo. Odio di tutti i generi, epidemie, guerre, diseguaglianze e prevaricazioni. Oggi si insegna senza scrupoli, l’apologia della furbizia, l’eliminazione sociale e la scalata al successo. Il mondo, e noi per primi, abbiamo bisogno d’amore. Non possiamo solo parlarne e subito dopo contraddire noi stessi. Dobbiamo ancora credere che l’amore sia una forza di ugual misura a quella dell’odio. Dobbiamo scegliere da che parte stare ed essere coerenti con noi stessi dopo aver fatto la scelta. Possiamo contrastare questa ondata, partendo dal nostro piccolo ma successivamente dobbiamo unirci e formare una barriera d’amore immensa. Amare non significa livellare e rendere tutti uguali con unico pensiero ma vuol dire essere liberi di mostrare se stessi, abbandonando quelle corazze che indossiamo quotidianamente per proteggerci ma che a lungo andare  offuscano la nostra vera natura.

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Vesti la giubba

Quante volte sei costretto a vestire la giubba della normalità, della serenità e del tutto va bene? Dentro vorresti esplodere per il dolore,  la delusione,  l’amarezza della tua vita. Uno degli sforzi più immani è nel rivestire quei panni.

pagliaccio

Vesti la giubba,
e la faccia infarina.
La gente paga, e rider vuole qua.
E se Arlecchin t’invola Colombina,
ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto
in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor

Ah, ridi, Pagliaccio,
sul tuo amore infranto!
Ridi del duol, che t’avvelena il cor!

Ricordi

Andando indietro nel tempo riaffiorano i ricordi di un bambino di cui ho solo le immagini di alcuni eventi. Cosa è rimasto oggi di quell’essere?  Lo guardo  come un’altra persona e mi riconosco solo nell’oggi essendo diverso da ieri e immaturo del domani.

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